Anche in termini di capacità di infliggere perdite per uomo, la preminenza era di 1,55 a 1 verso gli occidentali e sarà poi di quasi 6 a 1 rispetto all’Armata Rossa”. L’aeronautica civile fu affidata a ex piloti militari, il capitano Ernst Brandeberg, comandante dello stormo che aveva bombardato Londra, ne diventerà il capo, mentre Erhard Milch, strettissimo collaboratore di Wilberg, sarà nominato direttore della compagnia Deutsche Lufthansa, costituitasi nel 1926. Le possibilità di diventare pilota civile erano estremamente limitate, la Lufthansa aveva 58 piloti nel 1928 che salirono a 300 nel 1930, ma l’aviazione era al centro di molte attenzioni, e l’ex ispettore dell’arma aerea maggiore Siegert a lungo insisté per un’intensa campagna propagandista attraverso il cinema e la stampa. Invece, clandestinamente rinacque nel 1920 con un apposito reparto del Truppenamt agli ordini del capitano poi maggiore Helmut Wilberg, che, in aeronautica dal 1910, aveva comandato reparti in guerra, sviluppando nuove tattiche. A quest’ultimo veniva addebitato dagli alti comandi italiani nell’Africa Settentrionale di “scomparire” dal campo di battaglia e di non essere facilmente raggiungibile. In un clima di fervida attività, dall’agosto 1919 fu pubblicato Luftfahrtnachrichten, e si provvide alla traduzione e diffusione di pubblicazioni estere, all’organizzazione di wargames sulla battaglia aerea, la difesa del Reich, l’attacco alle infrastrutture industriali francesi.
Quando la prima guerra mondiale finì, un ignoto pilota tedesco scrisse dell’arma aerea Im Krieg geboren, im Krieg gestore (Nata con la guerra, morta in guerra) e sembrava che l’aeronautica espressamente vietata dal Trattato di Versailles del 28 giugno 1919 non avesse avvenire. Seeckt, accanito sostenitore della guerra di movimento, scrive nel suo Gedanken eines Soldaten del 1929 che, come primo obiettivo, l’aeronautica doveva colpire non le città o le installazioni industriali, ma la forza aerea nemica, e solo in un secondo tempo distruggere gli altri obiettivi. In effetti l’aeronautica diventa “l’artiglieria volante” dell’esercito. La leadership, la guida degli uomini, alla cui mancanza è fatta risalire la sconfitta dell’esercito americano in Viet Nam, è dote costante dell’ufficialità e ad essa è dovuto il mancato sfascio dell’esercito pur sottoposto a un dissanguamento spaventoso e a una serie continua di sconfitte. Il primo anno abbiamo fatto sicuramente meglio, mentre lo scorso anno molti pensavano che non ce l’avremmo fatta. Ma la sua morte, avvenuta nell’estate 1936 per un incidente aereo, fu un colpo durissimo, mentre la cooperazione con l’esercito faceva notevoli passi avanti. A dicembre c’è ancora lo scontro diretto e la Champions porta via energie, e avanti così fino a marzo, quando la Juve è avanti di quindici punti, e allora ruba.
I cacciatori invece si accorgono che la formazione a “V”, adottata all’epoca da tutte le aeronautiche, è inefficace data la velocità degli aerei che portava a frequenti scontri e difatti venne sostituita dalla coppia di due piloti, la Rotte, che volano a 180 metri di distanza con il capo sezione più avanti. Quando in Germania si sviluppò un’allarmata attenzione per la minaccia aerea e il generale in ritiro Schwarte lanciò l’allarme ipotizzando 14.000 gli aerei, di cui 4000 da bombardamento, che Francia, Belgio, Polonia e Cecoslovacchia avevano in forza pronti a distruggere le grandi città, lo Stato Maggiore fu più rassicurante calcolando in 6300 gli aerei disponibili e non ritenendo possibile, alla luce dello sviluppo tecnico, tale ipotesi. Il pilota volgeva la sua attenzione al nemico senza preoccupazioni di mantenere la formazione. Si afferma chiaramente che la distruzione della volontà del nemico è il primo obiettivo e si dà grande importanza alla mobilità dei servizi terrestri per un sempre più rapido spiegamento.
Si legge nelle memorie del generale Gamelin che il capo dei Servizi segreti in una deposizione al processo di Riom scriveva: “Il grande pericolo corso da queste divisioni, che potevano essere attaccate sul fianco senza essere sostenute, è stato riconosciuto più tardi dagli stessi comandanti di divisione. Il primo marzo 1935 nasce finalmente la Luftwaffe, in cui transitano ufficiali di grande valore come Kesserling. Nel 1935 nasce la dottrina ufficiale, Luftkriegführung, che si può tradurre con “Condotta della guerra aerea”. Si dovrà arrivare alla guerra civile di Spagna perché la dottrina della Luftkriegführung si sviluppasse rapidamente alla luce della straordinaria opportunità di misurarsi in combattimento. Nella dolorosa, indimenticabile memoria della passata guerra di trincea, si pose la velocità di movimento alla base di tutta la dottrina, velocità di movimento sempre enfatizzata e che si sublimerà nel Blitzkrieg, procedimento devastante in Polonia e in Francia, la cui micidiale efficacia fu resa possibile da condizioni temporali eccellenti, dall’assenza di grandi fiumi, dalla mancanza di profondità strategica dei due paesi, dall’esistenza di un’ottima rete stradale in Francia, tutti fattori che vennero meno nella campagna di Russia, tomba della panzerdivision che poteva vincere una battaglia, più battaglie, ma non la guerra.